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pubblicato il 2 dicembre, 2016

una lettera USBSULL’ACCORDO PER I RINNOVI DEI CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO

 

È davvero curioso leggere tra i primi punti del cosiddetto accordo sul pubblico impiego del 30 novembre l’impegno a ripristinare corrette relazioni sindacali.    È curioso, per usare un eufemismo, che lo si dica mentre si violano regole e democrazia escludendo dal confronto organizzazioni sindacali rappresentative come la USB .

E questo a poche ore dalla celebrazione di un referendum sulla nostra Carta Costituzionale a cui il Governo affida la propria sopravvivenza politica. Cgil, Cisl e Uil si sono prestate di fatto a dare al governo un corposo sostegno nel tentativo di ingraziarsi gli oltre tre milioni di lavoratori pubblici, e l’indotto delle loro famiglie, stremati da anni di mancati rinnovi contrattuali, da carichi di lavoro sempre più pesanti a fronte della scomparsa di oltre 300mila posti di lavoro, da una campagna diffamatoria senza precedenti. Al di là delle chiacchiere e delle interviste, i tre segretari confederali si sono all’unisono di fatto schierati per il SI’ alla deforma costituzionale.

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pubblicato il 1 dicembre, 2016

ce-chi-dice-no   Il nostro è un sonoro NO!

 

Denunciamo la bufala elettorale che Governo e sindacati complici ci stanno propinando definendo erroneamente, se non ad arte, RINNOVO CONTRATTUALE del PUBBLICO IMPIEGO, l’accordo da loro sottoscritto in fretta e furia alla vigilia del referendum costituzionale.

La trattativa che illegittimamente hanno condotto con i sindacati di comodo, escludendo altre Organizzazioni Sindacali, anche cacciate con forza fuori dalla sala così come successo a USB, respinti dalla forze dell’ordine, ha partorito solo un impegno politico ad avviare le trattative per il rinnovo contrattuale dei nuovi compartoni di P.I., condividendo una serie di obiettivi a dir poco lacunosi.

In particolare sono da considerarsi insufficienti le risorse economiche che FORSE (perché ad oggi  non vi è la copertura finanziaria per coprire i tre anni di rinnovo contrattuale) SOLO nel 2018 genereranno un aumento salariale medio e lordo mensile pari a 85 euro, dal quale dovrà essere, poi, detratta l’indennità di vacanza contrattuale, già erogata mensilmente ai lavoratori. Un incremento assolutamente insufficiente a coprire il potere salariale perso in otto anni di mancati rinnovi contrattuali (secondo l’unione nazionale consumatori i dipendenti pubblici hanno perso, dal 2010 al 2015, circa 4000 euro pro capite di salario).

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chiuso-per-ferieTOR VERGATA, L’UNICA UNIVERSITA’ CHE

DECIDE LE FERIE DEL PERSONALE PER 15 GG. L’ANNO

 

In anticipo rispetto al solito, l’Amministrazione ha inviato la circolare per la programmazione delle ferie obbligatorie 2017 per la chiusura dei locali universitari. Leggiamo che per il prossimo ferragosto, le ferie/chiusure dei locali termineranno di martedì 22 agosto!

Che senso ha l’operazione? Così si completa il totalizzatore dei 15 giorni di ferie indisponibili per il personale?

Molti recepiscono il dover subire un esercizio di potere che sconfina nell’arbitrio e che abbiamo sentito di dover rappresentare al Direttore Generale, al termine dell’ultima seduta di contrattazione.

Il Dr. Colpani ci ha risposto che ormai aveva chiuso un accordo con gli altri sindacati e che gli dispiaceva che non avessimo potuto partecipare all’incontro in cui era stato discusso l’argomento.

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pubblicato il 29 novembre, 2016

PER LA PAR CONDICIO … NEGATA L’AULA PER L’ASSEMBLEA  

COMUNICATO STAMPA

Domani, 30 novembre 2016, il Comitato per il NO di Tor Vergata ha organizzato presso la aula 3 della Macroarea di Scienze un incontro dal titolo:

“Verso il referendum sulla riforma costituzionale. Perché NO? Costituzione, pluralismo, dissenso”.

Nonostante la richiesta di autorizzazione all’utilizzo dell’aula presentata in data 18 novembre 2016, ad oggi abbiamo ricevuto dall’Ateneo solo un generico richiamo alla par condicio come criterio guida  nella autorizzazione di iniziative incentrate sul Referendum, in cui si ribadisce anche che sarebbe stato il Rettore a valutare “di volta in volta le richieste”. Nessuna esplicita autorizzazione o proibizione scritta è invece seguita alla nostra richiesta, ma solo un rifiuto verbale, espresso sulla base di una presunta violazione delle condizioni di par condicio derivante dalla nostra iniziativa (???). Ma tutte le nostre locandine sono state rimosse dalle bacheche.

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