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pubblicato il 19 ottobre, 2017
Si segnala l'intervento di Alessandra Ciattini "La finta scoperta della
corruzione universitaria" su La Citta' futura.

Corruzione universitaria: la scoperta dell’acqua calda.

Dopo il chiassoso ed inutile battage suscitato dallo sciopero dei docenti universitari – una categoria che non sciopera mai, ligia ai suoi doveri verso lo Stato – ecco un nuovo clamore stimolato dalla denuncia di un ricercatore che sarebbe stato invitato a ritirarsi da un concorso per cedere il passo a un suo collega più vicino ai commissari. Concorso nel quale sarebbe coinvolto anche un ex-ministro. Si potrebbe dire anche in questo caso “tanto rumore per nulla”, giacché tutti sanno, anche fuori del mondo universitario, che il criterio che regge il reclutamento e quello del passaggio da un livello all’altro della carriera universitaria è quello della cooptazione personale. D’altra parte, – ciò viene taciuto – si tratta di meccanismi estesi a tutte le istituzioni in una società capitalistica e non è soltanto un vizio italiano; affermazione con cui si vuole ribadire che il sistema in sé funziona, sono gli italiani che cercano sempre di fare i furbi.
Così, “l’America” sarebbe il luogo in cui la meritocrazia effettivamente è rispettata, dove se tu vali, se sei “talentuoso” hai successo e fai carriera. Tale mito è così radicato che ci sono ancora quelli che, nonostante tutto, parlano di “sogno americano” e chiamano gli emigrati deportati da Obama e che saranno scacciati da Trump dreamers.

Continua la lettura:  https://www.lacittafutura.it/scuola-e-universita/la-finta-scoperta-della-corruzione-universitaria.html

pubblicato il 8 ottobre, 2017
IMPUNITA’ FISCALE PER GLI EVASORI E BRICIOLE PER I LAVORATORI
 
Le bugie hanno le gambe corte e la propaganda prima o poi si infrange sulla realtà.
La fotografia chiara e limpida scattata dal procuratore di Pistoia Di Vizio, uno dei più esperti magistrati del ramo evasione, sul reale stato di salute della legalità e dell’equità fiscale nel nostro paese, smonta pezzo dopo pezzo tutte la propaganda governativa e le cifre farlocche sbandierate sul fronte della lotta all’evasione.

DAL 1° GENNAIO 2018 DECORRONO GLI EFFETTI DELLA PRESCRIZIONE DEI CONTRIBUTI   NON VERSATI DALLE  AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

per i dipendenti delle:

 Amministrazioni statali, compresi i dipendenti civili e militari dello Stato, UNIVERSITA’ STATALI, Agenzie nazionali delle autorità indipendenti, delle scuole primarie paritarie-pubbliche e private, degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali

Ai sensi della circolare INPS n. 94 31/05/2017, dal 1° gennaio 2008 si applicano le disposizioni vigenti per l’assicurazione generale obbligatoria (AGO), con la conseguenza che i periodi di attività lavorativa non coperti dal versamento dei  contributi, perché non versati dalle Amministrazioni da cui dipendono, una volta trascorso il periodo di prescrizione quinquennale, non potranno essere computati ai fini sia della misura (importo pensionistico) sia del diritto a pensione (periodi utili ai fini pensionistici), salvo la costituzione di una rendita vitalizia.

Decorso il termine di prescrizione si estingue per l’INPS il diritto a riscuotere la contribuzione e l’INPS è impossibilitato a riceverla anche se vi fosse la volontà di procedere con il versamento in via spontanea da parte dell’Amministrazione debitrice.

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UNA BATTAGLIA DI PIU’ LARGO RESPIRO PER LA DIGNITA’  DELL’UNIVERSITA’  PUBBLICA

 

Il confronto tenutosi il 28 agosto tra ARAN e sindacati del Pubblico Impiego, propedeutico al rinnovo del contratto collettivo nazionale, ha confermato i nostri dubbi sulla volontà di rinnovare positivamente i contratti bloccati dal 2009.

Anche i docenti dell’Università stanno mobilitandosi con uno sciopero diffuso in molti Atenei, rivendicando il ripristino dei loro scatti stipendiali, bloccati  a colpi di finanziarie dal 2010.

Riteniamo legittima la richiesta dei docenti, in considerazione che alcune specifiche categorie di Lavoratori Pubblici (Magistrati, Militari, Insegnanti scolastici ..) hanno usufruito di tale sblocco anche se del tutto parziale. Vogliano, però, ricordare che in diversi Atenei, TUTTI i Docenti aventi diritto hanno usufruito nel 2015 dell’incentivo una tantum previsto dalla famigerata riforma universitaria (L.240/2010) utilizzando in piena autonomia le risorse finanziarie assegnate.  Era evidente che era un contentino che avrebbe premiato pochi Atenei, creando malessere e gettando le basi per i tagli lineari a cui stiamo assistendo.

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