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Roma non si vende

19 marzo 2016. ‘Roma non si vende‘, scendono in piazza i movimenti.

Una grande manifestazione ha invaso le strade del centro di Roma e riempito la piazza del Campidoglio sotto l’insegna di Roma Non Si Vende. Un segnale decisamente incoraggiante per chi persegue da tempo l’obiettivo di costruire ponti e legami tra lavoratori e territorio, cittadini e abitanti in un fronte comune di lotta alla privatizzazione dei beni comuni ed alla cancellazione dei diritti collettivi.

 A fare da collante a questo arcipelago assai composito di movimenti ed organizzazioni sociali ci ha pensato l’amministrazione commissariale con il DUP, il Documento Unico di Programmazione, nel quale sono delineate le linee guida per il governo della città nei prossimi anni, indipendentemente da chi vincerà la prossima competizione elettorale. E’ proprio la lettura attenta di questo documento che ha convinto in molti della necessità di costruire un fronte ampio di lotta al progetto di sottomissione della città alla logica del mercato.

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pubblicato il 18 marzo, 2016

 per una nuova primavera_università

 

 

 

La CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ormai ci ha abituati a periodiche quanto inconsistenti levate di scudi (sempre e solo di cartone) nei confronti delle manovre di smantellamento dell’Università Pubblica messe in campo dai vari  Governi a braccetto con la Confindustria.

Forse anche l’iniziativa messa in campo dalla CRUI  per il 21 marzo in diversi Atenei (“Per una nuova Primavera delle Università Italiane”) si tradurrà nella solita operazione di facciata o magari solo per offrire a qualche candidato una comoda tribuna elettorale.

Intanto prendiamo atto positivamente che, forse  per la prima volta, i nostri Rettori si ricordano che negli Atenei esistono anche 50.000 Tecnici Amministrativi e Bibliotecari che hanno consentito in questi anni alle Università di reggere e di continuare a fornire un servizio pubblico fondamentale!

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IL 13 aprile io VOTO SIL’Unione Sindacale di Base per il SI al referendum del 17 Aprile 2016  contro le trivellazioni

 

L’Unione Sindacale di Base sostiene le ragioni del SI al referendum per l’abrogazione della norma che stabilisce che le concessioni petrolifere durino fino all’esaurimento del giacimento.

Nei nostri mari sono 115 le piattaforme per le estrazioni petrolifere in mare; con le norme contenute nel  decreto  ‘Sblocca Italia’ si rende possibile che i permessi già accordati per le  trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa possano essere prorogati, oltre la loro naturale scadenza, per tutta ‘ la durata delle vita utile del giacimento’ con gravi ricadute sull’ambiente marino e non solo. Con tali previsioni infatti vengono messe in forte discussione anche tutte le economia locali e nazionali legate alla pesca ed al turismo, vere ricchezze del nostro paese.

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pubblicato il 10 marzo, 2016

CONTRATTAZIONE DECENTRATA: IL NOSTRO RESOCONTO

aspettando godot

FERIE OBBLIGATE: SEMPRE PEGGIO

Prima di entrare nel merito degli argomenti all’odg, abbiamo affrontato la questione della circolare sulle ferie e chiusure di Ateneo che ha sollevato le proteste del personale, poiché non è oltremodo accettabile che più della metà delle ferie siano obbligate dall’amministrazione.

A chi sostiene che è tutto regolare, precisiamo che il contratto nazionale stabilisce:

–   Esse vanno fruite nel corso di ciascun anno solare, secondo le richieste del dipendente, tenuto conto delle esigenze di servizio. … Compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente può frazionare le ferie in più periodi nel corso dell’anno.

La questione è che da un po’ di anni, ai dipendenti di “Tor Vergata” non viene data la possibilità di CHIEDERE le ferie, se non il minimo sindacale delle due settimane nel periodo estivo, ma senza poter scegliere il periodo perché a Ferragosto … tutti in ferie.    Mentre la norma riconosce al lavoratore il diritto (non un obbligo) a usufruire di due settimane di ferie consecutivamente nel periodo estivo (1° giugno-30 settembre).   Tra l’altro abbiamo sempre sostenuto che, convenzionalmente, per “due settimane” si intende la metà dei giorni di ferie spettanti. La legge per i lavoratori pubblici e privati (Dlgs.66/2003), a cui si riferisce la norma contrattuale, prevede 4 settimane di ferie l’anno, di cui 2 debbono essere concesse (sempreché richieste) nel periodo estivo, dunque NON due settimane comprese le festività, ma intese come assenza nei giorni lavorativi.

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